Con il drone in 2 aeroporti italiani per realizzare nuove torri di controllo

Articolo comparso sulla rivista “quadricottero news” il 19.12.2018, nel quale trattano e descrivono un operazione specializzata critica, effettuata da noi di UST Italia . 

Un drone da 15.5 kg che vola in due aeroporti italiani, precisamente all'Aeroporto Internazionale Valerio Catullo di Verona e all'Aeroporto di Linate a Milano. Non è un episodio "pirata" di interferenza dello spazio aereo tra droni e aerei, si tratta di operazioni pianificate ed autorizzate,effettuate dalla sinergia tra Scaligera Drone Solutions di Matteo Lanza e UST-Italia,  propedeutiche alla costruzione di nuove Torri di Controllo e per lo sviluppo aeroportuale. Dal momento che far volare un drone in un aeroporto rispettando le regole aeronautiche non è esattamente semplice, abbiamo chiesto a Matteo Lanza alcuni dettagli su queste attività. 

Buongiorno e complimenti Matteo, puoi spiegarci come ti è venuto in mente di volare con un drone negli aeroporti?

"Tutto inizia a settembre 2017 quando vengo contattato (sono il Titolare di "Scaligera Drone-Solutions") dall'architetto di ENAV il quale mi spiega che hanno bisogno di alcuni voli con APR da effettuare nell'aeroporto di Verona Catullo per la successiva costruzione di una nuova torre di controllo."

Una richiesta a dir poco singolare

"Mettetevi nei miei panni, non avevo mai sentito una richiesta cosi, non si trattava solo di un "semplice" volo all'interno di un ATZ aeroportuale, ma effettuare più voli a ridosso di un aeroporto in attività con un Dji Matrice 600 Pro (MTOW: 15,5Kg). Perciò, prima di rispondere qualsiasi altra cosa faccio presente che per una operazione di questo tipo avrò bisogno di ottenere permessi specifici e di tempo per ottenerli (essendo lui di ENAV mi rassicura dicendo che per quanto compete loro forniranno i permessi e velocizzeranno i tempi)."

In cosa consisteva il lavoro aereo da svolgere con il drone?

"L'obbiettivo dei voli era eseguire il rilievo dell'area su cui sorgerà la futura torre di controllo e mostrare le diverse visuali a varie altezze con camera 360 e Zenmuse X5R, il tutto finalizzato a decidere quale altezza dovrà avere la nuova torre."

"Messo giù il telefono contatto subito UST-italia, azienda a cui siamo affiliati e con cui collaboriamo per eseguire i nostri lavori (andiamo dalla lotta biologica alla piralide del mais alla termografia, tocchiamo tutti i settori) e che gestisce tutta la parte burocratica prima di eseguire un volo, e spiego il lavoro che dovremo fare e per conto di chi. Poco dopo oltre all'aeroporto di Verona Catullo si aggiunge anche la richiesta di eseguire gli stessi voli (tolto il volo aerofotogrammetrico) all'interno dell'aeroporto di Milano Linate, sempre in funzione della costruzione della futura torre di controllo."

Per ora restiamo a Verona, che tipo di permesso avete ottenuto?

"Per questa missione avevamo previsto voli non vincolati anche se ci trovavamo a poche centinaia di metri dalla pista. A giugno del 2018 abbiamo ottenuto il permesso da ENAC, ENAV e dalla Direzione Aeroportuale. Il permesso ottenuto da ENAC indicava che le operazioni erano consentite ad un altezza massima di 40 metri e che, considerata la prossimità con il sedime aeroportuale, le operazioni dovevano essere svolte in accordo con le indicazioni poste dal Centro Aeroportuale ENAV ovvero: voli in costante coordinamento con la torre di controllo per evitare la sovrapposizione del volo APR con un decollo/atterraggio dei voli previsti dalla normale attività aeroportuale."

Quali difficoltà tecniche avete dovuto superare, il drone DJI ha le No Fly Zone...

"Per questo volo, in collaborazione con i laboratori UST-italia, abbiamo sviluppato una piattaforma di decollo dedicata che permette il decollo con camera 360 in totale sicurezza, senza il bisogno di una persona che lo tenga in mano durante il decollo e che lo prenda durante l'atterraggio. Infatti, il mezzo doveva decollare con il carrello già sollevato a causa dell'asta della camera sottostante. Per quanto riguarda le NO FLY ZONE, ci trovavamo in quella che il GEO System indica come una zona rossa, inibita al volo, così abbiamo chiesto ed ottenuto dalla DJI lo sblocco temporaneo."

E dell'operazione di Linate cosa ci puoi dire?

"Questa è stata un'operazione ancora più emozionante dal ricordo ancora fresco, l'abbiamo svolta la settimana scorsa all'interno del sedime aeroportuale di Milano Linate. Stavolta non solo eravamo all'interno di un ATZ, non solo eravamo vicini all'aeroporto, stavolta eravamo dentro l'aeroporto e a due passi dalla pista. Ricevuti tutti i permessi abbiamo eseguito l'operazione in modo soddisfacente. Questa volta il volo era vincolato, comunque sempre in coordinamento con la torre di controllo. Con questa missione siamo stati tra i primi, probabilmente i secondi, a volare all'interno di un aeroporto italiano dopo i voli con il drone svolti nel 2016 a Roma Fiumicino di cui avevate dato notizia ." 

Con il drone vincolato da un cavo è stato tutto più semplice, o no?

"Non esattamente. per il volo a Linate ho dovuto dedicare qualche giorno al corretto studio del cavo di vincolo: valutare il corretto materiale da utilizzare, effettuare i calcoli indicati da ENAC, calcolare i pesi per evitare l'effetto vela in caso di vento e altro. Non è stato banale volare con 50m di cavo di vincolo, è difficile vedere operazioni che richiedano 50m di cavo. Da istruttore (ndr: Matteo Lanza è istruttore presso il centro d'addestramento SAPR Airpower) è stata una doppia emozione, ho toccato con mano come si possa effettuare qualsiasi operazione se correttamente studiata sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista normativo. Inoltre, è stato necessario stipulare un'estensione dell'RC assicurativa del mezzo per tale ambiente." 

Il DJI Matrice 600 Pro è risultato idoneo per queste missioni?

"Assolutamente si, ritengo sia un drone eccezionale anche per il sistema Lithgtbridge 2 che garantisce una certa immunità ai disturbi ed alle interferenze radio. Molto utile, per non dire fondamentale, il sistema RTK basato su 3 GPS che, unitamente ai punti battuti a terra da un topografo, ci ha permesso di ottenere immagini georeferenziate al centimetro e garantire così la massima precisione all'interno del modello prodotto e consegnato."

Tutto bene, quindi.

"Due aeroporti e due grandi soddisfazioni. Insieme a UST-Italia siamo pronti a nuove operazioni, sicuri che dopo queste esperienze le operazioni sembreranno tutte un pò meno critiche."

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